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Il Patrimonio Unesco dell’Umanità di Modena è una delle meraviglie italiane che il mondo ci invidia. Inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità nel 1997 uno dei 59 luoghi riconosciuti dall’Unesco che vanta il nostro Paese. Si compone di tre differenti siti: la cattedrale di Modena, la Torre Civica e Piazza Grande.

Il Duomo di Modena

Il Duomo di Modena il cui nome completo è Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo e San Geminiano fu edificato a partire dall’anno 1099 per poi essere definitivamente consacrato nel 1183, sebbene il completamento definitivo avvenne solo trecento anni più tardi nel 1389.

Il Duomo è un capolavoro in stile romanico la cui progettazione venne affidata a Lanfranco, architetto modenese il cui incarico si deve al clero e alla cittadinanza modenese. Nel testo custodito presso gli archivi della cattedrale  Relatio de innovatione ecclesiae Sancti Geminiani, compare il nome dell’architetto così come alcune miniature che lo ritraggono intento a dirigere i lavori delle fondamenta. Lo stesso testo inoltre sottolinea come la sua scelta avvenne per “miracolosa ispirazione divina”.

La basilica è suddivisa in tre navate dove si alternano colonne e pilastri. Il presbiterio rimane in posizione sopraelevata proprio in prossimità della cripta. Oltre allo straordinario lavoro di Lanfranco, considerato ardito per quell’epoca, la cattedrale vanta una serie di caratteristiche sculture e bassorilievi opera dello scultore ed artista Wiligelmo.

L’intero perimetro del Duomo è infatti adornato con motivi floreali  vegetali opera dello stesso Wiligelmo e dei suoi allievi attivi in questo territorio nel XII secolo. Oltre all’esterno le opere scultoree si possono ritrovare anche in cima ai capitelli della loggia, alle semicolonne e alle mensole che compongono la struttura di questo patrimonio dell’umanità.

Merita inoltre particolare attenzione il lavoro svolto dallo scultore sulla facciata del Duomo. Grandi lastre affisse sia sopra il portone centrale che sopra le porte laterali ripercorrono la Genesi: la creazione di Adamo, quella di Eva fino alla loro cacciata dal paradiso.

La Torre Civica

Se il Duomo di Modena è certamente uno dei migliori esempi di architettura medievale al mondo, non meno interessante è la Torre Civica della città detta anche “Ghirlandina”. Misura quasi 90 metri d’altezza e fu inizialmente concepita come torre campanaria dell’adiacente Duomo, tuttavia ben presto fu utilizzata per scandire i tempi della quotidianità dei cittadini di Modena segnalando, ad esempio, l’apertura delle porte della cinta muraria con il suono delle campane o richiamando la popolazione in caso di imminente pericolo. L’intera struttura è decorata con fregi floreali che ricordano delle ghirlande e da qui il suo nomignolo con il quale i modenesi si riferiscono affettuosamente a questo imponente simbolo del passato glorioso della città.

Ad oggi non si conosce con certezza la cronologia della costruzione della torre, tuttavia alcuni documenti dimostrano che nel 1160 furono terminate le fondamenta così come la costruzione dei primi 11 metri. In seguito, tra il 1167 e il 1184 la costruzione giunse fino all’attuale quinto piano e solo nel 1319 la torre venne terminata con la posa della cuspide sulla sua sommità.

Gli interni della torre sono tanto rilevanti sotto il profilo artistico quanto gli esterni. Di particolare rilievo è sicuramente la Stanza dei Torresani, dove risiedevano i guardiani della torre, i Torresani appunto. Situata al quinto piano fu un per un certo tempo utilizzata come belvdere sulla città, dalle sue finestre infatti si può intravedere il Palazzo Ducale.

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Piazza Grande

La Piazza Grande è il terzo elemento che costituisce Patrimonio Unesco dell’Umanità di Modena. Fu ultimata nella sua configurazione attuale nel XII secolo. Sulla Piazza si affacciano il Duomo di Modena, la Torre Civica così come i palazzi comunali. Da qui si governava la città, dalle finestre della Torre così come dal sagrato della cattedrale si gestivano sia il potere politico che religioso. Nella piazza si svolgevano sia il mercato del sabato che si amministrava la giustizia.

Qui venivano eseguite le condanne a morte così come venivano esposti i corpi dei condannati. Un luogo di continuo incontro della comunità dove si intrecciavano interessi economici e politici che per i cittadini era considerato così importante, ai limiti del sacro, che qui ad esempio fu vietato sia di mangiare che di ballare per diverso tempo.

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Modena: dove dormire

Scegliere di trascorrere un week end a Modena per poter visitare i suoi luoghi di interesse che hanno portato la città ad essere considerata patrimonio Unesco dell’Umanità è certamente la scelta giusta, soprattutto per coniugare la sete di cultura con la tradizione enogastronomica del territorio. La soluzione migliore è quindi quella di scegliere un hotel che sia convenientemente situato vicino a tutti le attrazioni della città.

L’Hotel Donatello  si trova infatti a breve distanza dalla Piazza Grande e dai musei Maserati, Ferrari e Pavarotti. Il circuito di Maranello dista solo 15 chilometri mentre la stazione ferroviaria si trova a soli quattro chilometri dall’hotel.

L’ampia offerta di camere è suddivisa in standard, superior e junior suite. Tutte le soluzioni offrono ai propri ospiti sistema letto Dorelan king size, climatizzazione autonoma, Wi-Fi ad alta velocità gratuito, frigobar, bollitore con una selezione di té e caffé ed una Smart TV da 32”.

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